Racconto in cerca d’autore: Amazon

Se ti sei perso le puntate precedenti,  sei ancora in tempo a leggerle!

Decima puntata

Eccomi, sono arrivato alla decima puntata. Finalmente!
Ricordo quando alla mia coach dissi: «Voglio scrivere un libro a diecimila mani.” 
Lei mi guardò sorridente e un po’ perplessa mi domandò: «Emy, che significa scrivere un libro a diecimila mani?»
«Anna, voglio scrivere un libro dove ci sia interazione con i lettori, dove loro possano decidere le caratteristiche di Sabrina: se ha il naso grande, se gli piace il jazz o il rock, se deve prendere un aereo o no, aiutarla in una decisione importante…insomma, voglio che partecipino attivamente alla stesura del racconto.»
«Sai che è proprio una bella idea, molto complicata da realizzare, ma bella.»
«Lo so, a me piacciono le cose difficili…»
Qualche mese dopo, per puro caso… a proposito, tu credi nel caso?
O come me, pensi che il caso dipenda da noi? Cosa voglio dire?
Aspetta, ti spiego meglio.
Quando affermo che il caso siamo noi, intendo dire che il nostro destino ce lo creiamo, con le nostre scelte, la nostra volontà, i nostri desideri, i nostri pensieri; sì perché siamo quello che pensiamo. Quindi, per te esiste il caso? Per me no!
Esistono delle coincidenze e dei “segnali” che l’universo dissemina lungo il nostro cammino, per farci capire qual è la strada da percorrere, ma spetta a noi capirli e farli diventare tali.

Ti stai chiedendo come puoi capire i segnali giusti da seguire?
Non posso dirtelo, perché non lo so! Non esiste una regola generale che va bene per tutti, ognuno ha i suoi. Ma ti assicuro che lo capirai da solo.
Lo capirai perché tutti i pezzi del puzzle che prima erano sparsi nella tua vita, come per magia, troveranno la giusta collocazione.
Quando arriverai nel punto in cui mi trovo io e girandoti vedrai i puntini che hai unito,  capirai che le cose che sono accadute per “caso, in realtà sono successe per un preciso motivo. Solo allora, inizierai a vedere il vero disegno che hai progettato per te.
E cosa c’è dietro al mio, ti starai chiedendo? 

C’è la scoperta della mia passione: la scrittura.

In realtà lei è sempre stata lì, sommersa dalla polvere e da milioni di cose inutili, che ci ho piantato sopra. Lei è stata paziente, sicura di sé, convinta che prima o poi avrei capito la sua vera importanza, rendendola lo scopo della mia vita.

Dicevamo? A sì…mettiti comodo/a, ho una storia da raccontarti.

Un anno fa ho iniziato a seguire online Raffaele Gaito, che se sta leggendo queste righe, saluto e ringrazio. Non mi dilungo su quanto sia bravo e figo – non mi ha pagato per scriverlo, lo penso veramente – .
Raffaele è diventato il mio tutor online, il mio studio quotidiano, durante il percorso casa ufficio, ufficio casa.
Grazie a lui qualche, mese fa, ho conosciuto un altro diamante prezioso che porta il nome di Vincenzo Moretti, anche con lui non mi dilungo sul raccontare quanto sia bravo e figo, anche perché nemmeno lui mi ha pagato per farlo.

Durante le mie scorribande giornaliere in rete, intravidi sul mio feed di Linkedin, un messaggio che faceva più o meno così: «Caro Diario, stiamo scrivendo un racconto in 10 puntate a più teste, più mani e più cuori. Se ti va, avrei piacere che partecipassi anche tu. Resto in ascolto.»

In quell’istante la sua frase mi arrivò dritta nello stomaco: come un gancio di McGregor.
Più ci pensavo e più dicevo: «Non è possibile, questa cosa l’ho pensata qualche mese fa, ed oggi eccola qui: materializzata davanti a me.»

Cosa pensi abbia fatto?

Sono corso in cantina ed ho iniziato a scrivere come un pazzo. Sì hai letto bene, in cantina, io scrivo nella mia cantina, come consiglia il grande Stephen King.
Ogni settimana scrivevo e scrivevo e scrivevo, per preparare la puntata successiva e contribuire alla realizzazione di quell’idea condivisa, denominata da Vincenzo: “racconto in cerca d’autore”.
Scrivevo e cercavo di capire se quello che avevo pensato e impresso sul monitor, veniva apprezzato dai miei lettori, ma sopratutto da Vincenzo.
Speravo che le vibrazioni positive che vivevo raccontando la storia, arrivassero, sotto forma di emozioni, ai lettori del mio racconto.
Dopo la prima c’è stata la seconda, la terza, la quarta e poi la quinta puntata.
Alla fine il racconto condiviso ha preso il nome di “Dante l’artigiano” il protagonista della terza puntata scelta da Vincenzo: la mia!
Puntata che parla di artigiani, di rapporto tra nonno e nipote, ma sopratutto parla di un progetto che mi stava a cuore e che per molti anni ho portato avanti con dedizione e sacrificio: il progetto Artigiani/Designer.

Bello! Sì, molto bello, vedere un progetto che non c’entra nulla con Dante, Ludovica e Federico, diventare parte integrante della loro storia.
Ricordi i puntini da unire?
Il progetto Artigiani/Designer, è stato un fallimento, come l’iniziativa di Vincenzo, terminata dopo la quinta puntata, con immenso rammarico per entrambi.

Perché allora ti racconto queste cose? Soprattutto, perché ti racconto di un doppio fallimento? Concetto che nella nostra società viene omesso e allontanato, perché percepito come qualcosa di sbagliato?
Perché senza fallimento non c’è crescita e senza crescita non si migliora.
Il successo, passatemi il termine, passa inevitabilmente per il fallimento.
Te lo racconto perché quelle due sconfitte sono diventate due puntini importanti, che ho avuto il coraggio di unire.
Te lo racconto perché due fallimenti mi hanno spinto a realizzare quello che non avrei mai pensato di fare: decidere che Dante, Ludovica e Federico, non potevano essere chiusi dentro un cassetto. Decisi che non potevo fare finta che non fossero mai esistiti. 

Dovevo raccontare la loro storia, non tanto per me o per i miei affezionati lettori, dovevo farlo per loro. Perché sono loro i veri autori del racconto, non io.
Io sono solo il mezzo, la testa e le dita che spingono i bottoni della tastiera, in una fredda cantina.
Sono Dante, Ludovica e Federico che stanno raccontando la loro storia, che è uguale a quella di Marco, Francesca e Dario e simile a quella di Alessandro, Giulia e Marta.

Ho deciso di raccontare le loro storie, perché sono storie che succedono ogni giorno e che nessuno si prende la briga di narrare. 
Dopo aver pubblicato la prima puntata, qualsiasi cosa succedesse, io scrivevo. 
Scrivevo perché ero curioso di sapere cosa avrebbe fatto Dante, come si sarebbe comportata Ludovica e cosa Federico avrebbe inventato per sistemare la situazione in qui si trovava. 
Insomma, dentro la mia testa la storia andava avanti, anche se l’esperimento del racconto condiviso, era terminato.

Senza accorgermene, avevo iniziato a pianificare la scrittura di un racconto breve: il mio. Il primo.
Racconto che ho sempre condiviso con piacere, sui canali social e su questo blog.
Cosa mi ha fatto andare avanti? I vostri feedback positivi, che mi hanno nutrito e aiutato a non mollare.
Scrivere mi piace, anche se gli impegni sono tanti. Ritagliarmi del tempo per portare avanti questo progetto è stato faticoso, ma l’ho fatto con piacere e con il sorriso tatuato in faccia.
Questo progetto mi ha aiutato ad allenare la mia costanza, ad essere paziente, ma sopratutto a non scoraggiarmi, quando le cose non sono andate come le avevo pianificate nella mia testa.
In fondo la realtà, spesso è molto diversa da come l’immaginiamo, ma a volte, può diventare quella che abbiamo immaginato…
Io mi sono impegnato a far diventare reale, l’immagine che avevo visualizzato nella mia testa.

Ti ho detto tutto quello che volevo dirti, se sei ancora qui a leggere, significa che vuoi sapere com’è andata a finire la storia. Giusto?

Beh la storia è andata a finire che ho deciso di far diventare un’iniziativa virtuale, un racconto vero e proprio, con tanto di copertina, pagine di carta e illustrazioni.

Lo auto pubblicherò su Amazon, così finalmente, potrai scoprire se Ludovica è riuscita a dar vita al suo ambizioso progetto. Saprai cosa ha fatto Federico per farla soffrire così tanto e cosa hanno scritto sulla sua Moleskine, quel giorno che Ludo lo chiamò all’improvviso, dicendogli che doveva parlargli.
E Dante? Che fine ha fatto Dante con le sue mani rugose e il cuore pieno d’amore per la sua nipotina?

Quando? Quando uscirà ti stai chiedendo?
Eh…non posso dirti tutto. Rimaniamo in contatto e lo scoprirai!

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Scrivimi, se hai domande o curiosità, ti risponderò con vero piacere, ma sopratutto condividi i miei post e il racconto, i tuoi amici ti ringrazieranno. E anche io!

Grazie per avermi seguito fin qui.

A presto…

[Continua… su AMAZON]

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P.S. e non ti dimenticare di seguire tutte le puntate!

Grazie!

Emiliano brinci coprywriter

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