Racconto in cerca d’autore: Londra

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Sesta puntata

Quando…
Quando ti penso.
Quando ti guardo.
Quando ti sento.
Quando ti voglio. 
Ti penso quando.
Ti guardo quando.
Ti sento quando
Ti voglio quando. 
Quando…
Ogni mattina, quando apro gli occhi. 
Ogni sera, quando li chiudo. 
Quando ti voglio, ti sento, ti guardo, ti penso, quando…
Ti penso, ti guardo, ti sento, ti voglio, quando…
 
Sempre, in ogni istante.
Tanti auguri Ludo. 
 
Il ritrovamento del biglietto le creò un senso d’ansia, mista a rabbia e disperazione. 
Quando credeva di aver eliminato tutto quello che poteva ancora farla soffrire, frammenti del suo passato tornavano a tormentarla senza notifica. 
Come poteva una persona che le aveva scritto quelle parole piene d’amore, averle fatto così male? 
 
E lei, come poteva non amare una persona come lui? 
Dolce, tenero, gentile, sempre presente, amante passionale e poi…la faceva ridere.
Quando era con lui si sentiva una principessa. 
Lui sapeva sempre come prenderla, conosceva i suoi punti deboli, le sue insicurezze e riusciva a capire di cosa aveva bisogno, nel preciso istante in cui ne aveva bisogno. 
 
Lo amava, senza ombra di dubbio. Anche lui l’amava, fino a prova contraria…
 
Due anni intensi, passati velocemente.
A Ludo passarono velocissimi, il tempo di aspirare una sigaretta. 
Due anni d’amore, attenzioni, complicità, risate, due anni…
Lo incontrò la prima volta a Londra, nel 2018, quando terminati gli studi di economia, decise di recarsi nella capitale anglosassone per migliorare l’inglese.
 

Federico, un brillante illustratore, era lì per lo stesso motivo: migliorare il suo inglese e partire, appena possibile, per Vancouver. Trasferirsi in Canada, era sempre stato il suo sogno. 

«Anche tu italiana?» le chiese Federico sorridendo.
«Sì totalmente made in Italy…» le rispose allungando la mano verso di lui. «Piacere Ludovica.»
«Piacere Ludovica, io sono Federico.» 
 
Inizio così la loro prima conversazione: in un bar di Camden Town il secondo giorno di corso.
«E così sei toscana?» disse Federico mentre era intento a “pocciare” nel tè, il biscotto che aveva tirato fuori dal taschino del maglione. «L’ ho capito ieri dal tuo accento, adoro la Toscana…e le toscane.»
Federico fece quel gesto con la massima serenità, come fosse la cosa più normale del mondo, tenere nel taschino del maglione una scatolina in pvc con due tarallucci dentro.
«Sì toscana, di Montalcino, lo conosci? è un paese piccolo ma molto famoso per il vino rosso…» gli disse sorridendo Ludovica, che stava assistendo ad un gesto insolito.
«Certo che lo conosco, ci ho consumato le gomme della motocicletta!» rispose Federico, mimando una moto in piega, « ci sono dei tornanti fantastici da quelle parti.»
«Scusa se te lo chiedo, ma solitamente tieni la colazione nel taschino del maglione?” lo incalzò sorridendo Ludovica. 
«Parli del taralluccio?» 
«Sì del taralluccio,» disse, «sei la prima persona a cui vedo fare una cosa del genere.»
«Hai ragione, lo faccio quando mi sveglio e prima di andare a dormire, è una mia fissa, “pocciare” il taralluccio nel tè.» le rispose Federico, immaginando cosa stesse pensando in quel momento Ludovica. «Lo so che è strano, ma farlo mi fa sentire bene e allora lo faccio.»
 
Ludovica iniziò a ridere. Federico era una persona fuori dagli schemi, questo le fu subito chiaro, come le fu chiaro che tra loro c’era stato un “corto circuito”.
Quando aveva un’idea, quando pensava a qualcosa o qualcuno e subito dopo quella cosa o quel qualcuno apparivano, per strada, con un messaggio, un’ e-mail o una notifica, Ludo percepiva che era in atto un “corto circuito”: un segnale inviato dall’universo, per farti capire qualcosa.

Spesso, il motivo del singolo segnale non è subito chiaro, lo capisci soltanto dopo, quando li unisci tutti insieme; a quel punto e soltanto in quel momento, i segnali escono dal loro bozzolo e da semplici casualità, si trasformano in bellissime certezze; certezze di un progetto più grande, disegnato su misura per te: come successe con Federico.

Dopo due anni capì perché lo aveva incontrato: senza di lui non sarebbe mai scappata da Londra. 
Non sarebbe tornata nel suo paese. 
Non avrebbe aiutato il nonno. 
Non avrebbe avviato il progetto Artigiani | Designer. 
Non avrebbe capito il senso della frase “per sempre”.
 

[Continua la prossima settimana]

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Emiliano brinci coprywriter

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