Racconto in cerca d’autore: Brunello

Se ti sei perso la prima puntata del mio racconto,  sei ancora in tempo a leggerla!

Seconda puntata

«Nonno come stai?»
«Ludo, come vuoi che stia?» le rispose il nonno, asciugandole dolcemente le lacrime «siamo macchine meravigliose, realizzate con materiali degradabili, e i miei materiali sono 75 anni che faticano ogni giorno.»
«È il tuo modo carino per dirmi che non stai bene nonno?»

Ludovica sapeva che per non farla preoccupare, il suo “vecchio” cercava di minimizzare tutto quello che gli accadeva.
Come quella volta in officina, quando in un momento di distrazione, aveva rischiato di perdere l’occhio.
Ricordava ancora come lui, per sdrammatizzare la gravità dell’accaduto, si presentò a casa con una benda sull’occhio, vestito da pirata e con un pappagallo cartonato sulla spalla: per farla ridire, per farle capire che niente e nessuno doveva rubargli il sorriso.

«Nonno ho ricevuto la lettera della nonna…» le disse sottovoce Ludovica, senza farsi sentire dagli altri.
«Non vorrai credere alle scemenze che ti ha raccontato quell’anziana incartepecorita.»
La sua famiglia era all’antica; la collaborazione e l’amore erano all’ordine del giorno.
Si parlava, ci si aiutava, si superavano le difficoltà insieme: uniti.
Ludovica amava i proverbi che le citava il nonno.
Il suo preferito, quello che la fa’ sentire a casa, anche a chilometri di distanza, è “L’unione fa la forza”.
Un tatuaggio sul polso destro, glielo ricorda continuamente.

«No nonno, non le credo.»
«Allora come mai hai fatto tanti chilometri per tornare in questo paese dimenticato da Dio?» le chiese il nonno guardandola negli occhi verdi, ancora umidi.
Verdi come le colline che circondano il loro piccolo paese; colline tappezzate da vigneti, dove si produce il vino più buono del mondo: il Brunello di Montalcino.
«L’unione fa la forza…e adesso tu hai bisogno di me.» le disse Ludovica stringendolo ancora più forte.
«No amore, non ho bisogno di te.» le rispose il nonno, sapendo di mentirle.
Lei sorrise «Affronteremo questa cosa insieme, tutti insieme, come ci hai insegnato tu, e sappi, che non andrò via finché tutta questa storia non sarà terminata.»

Ludovica gli confermò quello che il nonno sapeva già: non gli avrebbe permesso di arrendersi.
La conosceva troppo bene, aveva ripreso da lui. Insieme avrebbero vinto quella sfida.
La sfida più complicata di sempre…

[Continua la prossima settimana.] 

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Grazie!

Emiliano brinci coprywriter

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