Racconto in cerca d’autore: Ludovica

Se ti sei perso le puntate precedenti,  sei ancora in tempo a leggerle!

Quarta puntata

La lettera arrivò nel momento giusto, con un tempismo perfetto. 

«Ludo, come stai? Tutto bene?»

Ludovica la stringeva come fosse una reliquia. 

«Abbiamo un problema, dopo tanti anni il comune ha deciso di chiudere baracca e burattini, tuo nonno non l’ha presa bene, tu sei l’unica che può farlo ragionare, lo so che sei lontana, che hai mille cose da fare, ma non te l’avrei chiesto se non fosse stato importante, spero di vederti presto amore mio. Ti voglio bene, la nonna.»

Era giunto il momento di tornare. Lo aveva pensato mille volte: ora era il momento per farlo.
Quella città, quelle persone…non si era mai integrata, nonostante i suoi sforzi.
Una straniera in terra straniera: la sensazione che percepiva ogni mattina, ogni giorno, ogni ora. Da dieci anni.

Ludovica è una combattente, una rock, ma anche lei ha dei limiti…
Mentre correva nel parco, come ogni mattina, gli airpods gli sparavano nelle orecchie la sua canzone preferita:

“Welcome to the jungle, we take it day by day
If you want it you’re gonna bleed but it’s the price to pay
And you’re a very sexy girl, very hard to please.”

La musica le arrivava dritta nelle vene mentre pensava: alla lettera, alla nonna, al nonno, a lui.

Sì lei è rock…ma in fondo, anche lei ha i suoi limiti…

In fondo, molto in fondo, Ludovica è dolce, tenera, affabile; basta non farla arrabbiare, perché allora, e solo allora, riesce ad essere velenosa e pungente come lo scorpione che ha tatuato dietro l’orecchio.
Se la incontravi per strada, notavi subito i suoi occhi smeraldo e la sua corazza impenetrabile; il risultato di anni di delusioni: sedimentate una sopra l’altra.
Quella corazza era la sua protezione. Proteggeva il suo cuore, andato in frantumi mille volte, come il finestrino di una macchina.

Ufficialmente sarebbe tornata in Italia, nel suo piccolo paese, per aiutare il nonno; in realtà scappava da lui, che l’aveva tradita: nel corpo e nell’anima.
Questa volta credeva fosse quello giusto, come aveva confidato alla sua amica Valentina: lo sentiva.Avevano lo stesso PH.

A 35 anni lo capisci subito, un po’ per esperienza un po’ per intuito,  se vale la pena continuare la storia, o rivestirsi e sparire appena sorto il sole.
Con lui era stata una cosa travolgente, inspiegabile, ai limiti della legalità.
Una cosa del genere non le era mai successa prima.Avevano bruciato tutte le tappe, se di tappe si poteva parlare.
Conoscenza. Primo appuntamento. Primo bacio, e poi alla fine…la fusione di due anime, due corpi, due DNA, due tutto: diventati un unico tutto.

I suoi occhi si stavano comprimendo, per evitare che le lacrime le colassero sulle guance, sul mento; voleva fermarle, prima che le arrivassero al cuore.
Ancora una volta…

[Continua la prossima settimana.] 

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Grazie!

Emiliano brinci coprywriter

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